
venerdì, 25 aprile 2008
18:47
Scopro solo ora, con grande rammarico, questa serie, tutta inglese, che, a quanto dicono tutti i siti sull'argomento, ha fatto breccia nei cuori di spettatori e critica. Sebbene la prima serie di questo telefilm sia del 2002, solo da pochi mesi è visibile qui da noi i Italia. Probabilmente me ne sono innamorata subito perchè sentivo la mancanza di qualcosa di questo genere. Già perchè, ammettiamolo, siamo invasi da C.S.I. di ogni genere e serials a cui a C.S.I. si ispirano (e a cui aspirano) e a cui devono dire "grazie" per il successo ottenuto. Wire in the blood, pur avendo come tema sempre la risoluzione di uno o più crimini efferati, ha qualcosa di diverso da tutti i serials americani che spopolano nelle nostre tv. Immaginatevi un Criminal Minds, ma senza scene che indugiano in particolari truculenti e che rasentano lo splatter, senza attori di bell'aspetto super atletici, senza bellone dalle lunghe chiome da scuotere e dalle lunghe gambe, senza sparatorie infinite e inseguimenti con macchine destinate ad essere rottamante, senza eroi e senza vincitori. Immaginatevi ora un serial intelligente, dai toni pacati ed intellettuali, molto british nelle ambientazioni urbane, immaginatevi un protagonista maschile (il bravissimo attore Robson Green) non certo di una bellezza canonica ma attraente ed affascinante, totalmente azzeccato per questo ruolo, immaginatevi una partner tutta d'un pezzo, stagna e fredda, risoluta e determinata (l'attrice Hermione Norris). Immaginatevi casi complessi, ma studiati nella loro totale umanità, visti con gli occhi di uno psicologo un po' sui generis e di una polizziotta con un alto senso del dovere. Ecco gli ingredienti che hanno fatto di questo serial qualcosa di diverso.
Ecco, era "qualcosa di diverso" che andavo cercando, per passare le mie serate in modalità-divano :) Qualcosa che non diventasse noioso nella sua infinita lungaggine. Perchè, lo sappiamo tutti in cosa sbagliano gli americani quando si imbattono di una formula vincente (vedi X-Files o, nel nostro caso, i mille C.S.I): vedono un buon prodotto, ne riconoscono i meriti, ne studiano l'impatto sugli spettatori e, per godere di infinita popolarità e guadagni, trascinano, molto spesso con scarsi risultati, la serie all'infinito, per anni, diventando ripetitivi e scontati. Anche in questo Wire in the blood è diverso ed ammirevole, a modo suo: ogni serie è composta solo da 3 o 4 episodi: belli, intensi, lunghi, eleganti e basta. Chiuso, nessun bombardamento mediatico stile Lost, nessuno stress da replica, nessuna invenzione stiracchiata per richiamare l'attenzione. E' un modo molto intelligente e rispettoso di trattare con il pubblico e, per una volta davvero, si ha il gusto dell'attesa per gli episodi a venire.
Come altri serials contemporanei (vedi Bones, in cui prende vita la protagonista dei romanzi di Kathy Reichs, Temperance Brennan), anche Wire in the blood deve la vita ad uno scrittore, lo scozzese Val McDermid, sui cui libri si basano le avventure dello psicologo clinico Tony Hill, costretto a lavorare a stretto contatto con un squadra di detectives dello Yorkshire e ad affrontare casi oscuri e complessi.
E' giusto un consiglio rivolto a chi, come la sottoscritta, è amante di seriels e telefilms e a chi ha voglia di "qualcosa di diverso" da guardare in questa mestizia di cloni.
martedì, 01 aprile 2008
21:32
Oggi la mia amichetta Fra è diventata UFFICIALMENTISSIMO un'Avvocato, un avvocato vero, con toga e tutto il resto! Ho assisitito al suo "lo giuro", mi sono emozionata e mi hanno pure sgridato perchè tentavo di fare foto che neanche un turista giapponese :) Ma chissenefrega! Ho come amica il miglior avvocato del mondo! :)
MITICA FRA!
martedì, 01 aprile 2008
21:25
Premetto una cosa di me: io guido pianissimo. Non malissimo, guardate bene, ma pianissimo. Sono una lumaca, mi manca giusto la bavetta luccicosa . Lumacheggio in autostrada, dove per me esiste solo la prima corsia, stento il limite in città, dove sembro una nonnina stile guidatore della domenica. Sono sempre calma, tranquilla, con la mia musica a palla me ne vado cantando e ballando. Sono una fanatica del detto "Siamo nati tutti pedoni" e faccio passare chiunque sulle strisce pedonali, anche chi effettivamente non se lo merita. Eppure, che voi ci crediate o no, il 27/02/2008 ho preso LA MIA PRIMA MULTA PER ECCESSO DI VELOCITA'! Ok, ok, 48€ per aver toccato i 62 km/h scocciano un po', ma cosiderate il fatto che abbia incorniciato la multa e l'abbia appesa in casa :) Penso di andarne fiera! :) Appena ricevuta la famigerata busta verdolina ho subito fatto un giro di telefonate, e qui i commenti si sono sprecati!
Ceci: "Bubiiiiiii! Ho preso la mia prima multa! Sono emozionata e scocciata al tempo stesso!"
Linda "Ahah, dimmi che te l'han fatta per i fendinebbia chè rido due ore!"
(io i fendinebbia li tengo sempre, perchè ho paura che gli altri non mi vedano! Ecco, uffa!)
Ceci: "No! Mi ha beccato l'autovelox!"
Linda: "Cioè andavi troppo piano?? Ahah, l'eccesso di velocità fatto a te è come sparare sulla Croce Rossa! Non ho parole. Prenderò sempre la macchina io, lo giuro tata!"
***
Ceci: "Rickyyyy, mi hanno fatto la multa per eccesso di velocità! sigh sigh!"
Ricky: "Ma dai che cretina! Ma quanto facevi? Dov'eri?"
Ceci: "Vicino all'autostrada, facevo i 62 km/h"
Ricky: "Rettifico, non sei cretina, sei sfigata!"
***
Ceci: "Mamma T_T che palle!"
Mamma: "E' una multa ridicola. Te la pago io."
(la mamma è sempre la mamma!)
In ogni caso, ho anche amiche più misericordiose e umane, come la Fra, il mio legale di fiducia che ancora scossa per il concerto annullato dei cricetini, si è sentita così vicina a me che mi ha impugnato la multa, sostenendo pure di poterla vincere.... Alla faccia dell'essere positivi! Mi hanno fatto anche una bella foto, e me ne stavo a bocca spalancata, probabilmente cantando "Achtung, fertig, los un lauf"! Ironia della sorte!
Sono cose della vita. (immaginatemi mentre me ne vado cantanto Eros Ramazzotti)
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Template che rispecchia molto la mia personalità , un po' infantile ed immatura, ma calda, dolce, sofffice e rassicurante come una paperella di peluches che sembra voler dire: "Sono qui, sono io, sono buffa, rotonda, e un po' storta, ma sono qui. Gioca con me" |
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Arrivata a 30 anni me ne sento 17. Fangirl, ovviamente 17enne e cretina, di Vegeta, Robbie Williams, Take That, Tokio Hotel, Terence Trent D'Arby, Christian Kane, e Simply Red. Adoro Peter Jackson e Britney Spears solo quando trasudano trash. Amo Lucio Dalla, Raffaella Carrà e Renato Zero. Sono la massima autorità in Emilia Romagna quando si tratta di serial tv americani anni '80 e '90, tanto da aver scritto una tesi da 30 e lode per l'Università di Bologna. Esperta nell'arte di rompere le balle in spiaggia ad amici e parenti. Divoratrice di libri gialli e thriller, di fanfictions e di manga. Da grande vorrei diventare come Jessica Fletcher. E sposare Indiana Jones.
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Love: Ricky, la musica, i libri, la tranquillità, il mio divano, i seriels
Hate: gli insetti, il silenzio, il vento, la fretta, l'ignoranza, l'intolleranza
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'*loading*'
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Ceci77 in lavorare lavorare la... sara2005 in lavorare lavorare la...
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La lista è lunga, datemi il tempo di capire da dove iniziare ;)
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...Senta, signore, non ci crede nessuno! Tutti hanno delle storie da raccontare! Io vi ho appena detto che per quindici anni ho dormito nello stesso letto insieme a mia moglie, nella stessa camera dello stesso appartamento e nello stesso quartiere di Tokyo...e siamo così tanti, e tutti così diversi! Basta che mi raccontiate come andate al lavoro ogni mattina nel posto dove vivete, e per me è già una storia! Una leggenda! Scusatemi, sono stanco e un po' stressato, di solito non parlo così, ma penso che quando ci si ritrova insieme in questo modo ci sia bisogno di qualche storia. Si sentì una voce: Io ho una storia da raccontare. Così, semplicissimo. ...
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Moderno Decameron, in cui si intrecciano storie tra fiaba e parabola, tra sogno e realtà , storie intrise di forte spiritualità e di umanità , storie che sembrano esistere al limite della tradizione e della contemporaneità . Un ciclo di storie narrate con l'espediente boccaccesco di una cornice attuale, ma che ci racconta il mondo di oggi con le sue contraddizioni e i suoi compromessi. Sono le voci di tredici persone intrappolate nell'areoporto di Tokyo, tra bagagli silenzionsi e paure nascoste, che ci raccontano se stessi e la natura umana con i suoi bianchi e neri.
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Laurearmi
Andare a convivere
Dimagrire
Avere "quella" cucina
Essere assunta fissa al lavoro
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